Message of Imam Khamenei on 2021 Hajj pilgrimage, in ITALIAN

Message of Imam Khamenei on 2021 Hajj pilgrimage, in ITALIAN

In his message to 2021 Hajj, the Leader of the Islamic Revolution emphasized that over the last 150 years Muslim nations have mostly been subject to the aggressive western countries’ greed, interference and malevolence. Imam Khamenei also stressed that the Islamic nation must make up for the past and “resist” against such aggression.

AhlulBayt News Agency (ABNA): Segue il messaggio integrale dell'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, guida suprema della rivoluzione islamica dell'Iran, in occasione del Hajj, il pellegrinaggio islamico.

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

La lode appartiene ad Allah, il Signore dei due Mondi, e che la lode e il saluto vadano a Muhammad, alla sua pura progenie, ai suoi prescelti compagni e a chi li ha seguiti nel bene fino al Giorno del Giudizio

 

Fratelli e sorelle musulmani di tutto il mondo!

Anche quest’anno la Ummah islamica è rimasta privata del grande dono del Hajj (il pellegrinaggio islamico/ndr), e i cuori entusiasti, con tristezza e rimorso, hanno perduto l’opportunità di partecipare al Banchetto nella benedetta Casa che il Signore Saggio e Misericordioso ha creato per la gente.

È il secondo anno che la stagione della felicità e della leggiadria spirituale del Hajj si è trasformata nel periodo della lontananza e del rimorso; inoltre, la disgrazia della pandemia, e forse anche la disgrazia delle politiche che dominano le terre sacre, hanno privato i fedeli della visione del simbolo dell’unità, della potenza e dell’etica della Ummah islamica, ed hanno coperto, come una nube di polvere, la potenza di questa vetta elevata.

Questa è una prova simile alle altre prove transitorie della storia della Ummah islamica, che può celare un futuro luminoso; l’importante è che il Hajj, nella sua vera forma, rimanga vivo nel cuore e nell’anima di tutti i musulmani, ed oggi che la sua forma rituale è momentaneamente assente, si eviti che il suo messaggio elevato possa perdere intensità.

Il Hajj è un rito religioso pieno di segreti. La struttura e l’abbinamento spettacolare del movimento e dell’immobilità, costruisce l’identità della persona e della società musulmana e ne mostra la bellezza davanti agli occhi di tutto il mondo. Da una parte, dona elevazione interiore ai cuori dei fedeli e avvicina i loro cuori al Signore grazie al ricordo, alla preghiera e alla modestia nei Suoi confronti; d’altra parte, vestendo un abito unico e agendo alle stesso modo, crea un legame tra i fratelli che provengono dai quattro angoli della terra; e d’altro canto, mostra a tutti gli esseri umani il migliore simbolo della Ummah islamica con tutti i suoi riti pieni di significato e di segreti, dimostrando al contempo la volontà e la fermezza della Ummah a tutti i nemici.

Quest’anno non è possibile effettuare il Hajj nella Grande Casa, ma l’attenzione al Signore della Casa, il Suo ricordo, l’umiltà nei Suoi confronti, la preghiera e la richiesta del perdono per i propri peccati è a portata di mano; la presenza nella piana di Arafat non è possibile, ma lo è la preghiera ed il confidarsi con Dio nella giornata di Arafah; lapidare Satana presso Mena non è possibile, ma è possibile boicottare i demoni arroganti in qualsiasi luogo. La presenza massiccia dei corpi intorno alla Kaaba non è possibile, ma la presenza massiccia dei cuori attorno ai versetti illuminanti del Corano e l’affidarsi alla ferma fune dell’aiuto divino è possibile ed è un dovere eterno.

Noi seguaci dell’Islam che oggi abbiamo una popolazione immensa, territori estesi, ricchezze naturali innumerevoli e popoli vivi e coscienti, dobbiamo costruire il domani con i nostri averi e le nostre possibilità. I popoli musulmani, negli ultimi 150 anni, non hanno avuto un ruolo nel destino delle proprie nazioni e dei propri governi e, tranne alcune eccezioni limitate, hanno sempre dovuto sopportare le politiche degli arroganti governi occidentali, subendo la loro bramosia, ingerenza e malvagità. L’arretratezza scientifica e la dipendenza politica odierna di molte di queste nazioni è l’esito della passività e dell’incapacità di quel periodo.

I nostri popoli, i nostri giovani, i nostri scienziati, i religiosi e i pensatori della nostra società civile, i politici, i partiti e i nostri movimenti, devono oggi rimediare quel passato senza gloria e pieno di vergogna; devono stare in piedi e opporre Resistenza dinanzi alla prepotenza, alle ingerenze e alle azioni malvagie delle potenze occidentali.

Tutto ciò che dice la Repubblica Islamica dell’Iran, e che preoccupa e causa la rabbia del mondo dell’imperialismo, è l’invito a questa Resistenza: la Resistenza dinanzi all’ingerenza e alla malvagità dell’America e delle altre potenze prevaricatrici, per poter prendere in mano le redini del futuro del mondo islamico, facendo affidamento alle conoscenze islamiche.

Naturalmente l’America e i suoi accompagnatori sono sensibili dinanzi alla parola “Resistenza” ed hanno avviato i più variegati tipi di ostilità contro il Fronte della Resistenza Islamica. La complicità di alcuni governi della zona è altresì l’amara realtà che contribuisce al proseguimento di tale malvagità.

La retta via che ci mostrano le cerimonie del Hajj, del Sai, del Tawaf, di Arafat, di Jamarat e i riti, la potenza e l’unità del Hajj, è la via dell’affidamento a Dio, dell’attenzione alla Sua potenza infinita, della fiducia in se stessi, della fede nell’impegno e nello zelo, della volontà di andare avanti, della grande speranza nella vittoria.

Le verità sul campo nella regione islamica incrementano questa speranza rafforzando lo spirito di buona volontà. Da una parte ci sono le disgrazie del mondo islamico; l’arretratezza scientifica, la dipendenza politica e le inadeguatezze economiche e sociali ci pongono davanti ad un dovere grande ed all’obbligo di uno zelo instancabile; la Palestina oppressa ci chiede aiuto; lo Yemen oppresso e insanguinato addolora i nostri cuori; le disgrazie dell’Afghanistan preoccupano tutti; gli amari eventi in Iraq, Siria, Libano ed altri Paesi islamici, dove la mano della malvagia ingerenza dell’America e dei suoi amici è ben visibile, feriscono i sentimenti dei giovani che decidono quindi di darsi da fare e di opporsi.

D’altra parte, la nascita degli elementi della Resistenza in tutta questa regione sensibile, il risveglio dei popoli, e la presa di coscienza delle giovani generazioni piene di gioia, riempie i cuori di speranza; la Palestina estrae ovunque la spada di Quds; Quds, Gaza, i territori del ’48 e i campi profughi si uniscono in una Resistenza di 12 giorni contro gli attacchi per poi vincere; lo Yemen solo e assediato riesce a resistere a 7 anni di crimini e stragi di innocenti perpetrate da un nemico malvagio e spietato e, nonostante la carestia e la mancanza di viveri e medicine, rifiuta di arrendersi ai prepotenti, spiazzandoli con la propria innovazione e la propria forza; in Iraq, gli elementi della Resistenza respingono con un linguaggio chiaro e trasparente l’occupazione dell’America e quella del suo fantoccio, l’Isis, e dichiarano senza balbettio la propria ferma volontà di opporsi alle ingerenze e alla malvagità dell’America e dei suoi complici.

Lo sforzo propagandistico degli americani per deviare il corso dei coraggiosi giovani e membri della Resistenza in Iraq, Siria, Libano e altri Paesi, accusandoli di essere dipendenti dall’Iran o da altri centri, è un’offesa a questi giovani coraggiosi e svegli ed è l’esito dell’incapacità degli americani di comprendere correttamente i popoli della regione.

Proprio questa comprensione errata ha fatto sì che l’America venisse umiliata in Afghanistan, e dopo quell’ingresso pieno di baccano di 20 anni fa e l’uso di armi, bombe e fuoco dinanzi ad un popolo inerme e senza difese, si sentisse talmente impantanata da dover ritirare le proprie forze e le proprie attrezzature. Certo non è finita, e il popolo cosciente dell’Afghanistan deve stare attento agli strumenti di intelligence ed alle armi della “guerra morbida” degli americani, e opporsi diligentemente ad esse.

I popoli della regione hanno mostrato di essere svegli e attenti e di essere diversi da alcuni governi che per far felice l’America, hanno accettato la sua volontà persino su una questione vitale come la Palestina; i governi che flirtano palesemente o di nascosto con il regime occupatore sionista, stanno di fatto rinnegando il diritto del popolo palestinese nella sua patria storica, e ciò significa saccheggiare il patrimonio dei palestinesi. Insomma, non contenti di aver fatto saccheggiare il patrimonio dei propri Paesi, ora fanno saccheggiare il patrimonio del popolo palestinese.

Fratelli e sorelle!

La nostra regione e i suoi veloci e variegati accadimenti, sono una lezione per tutti. Da una parte vi è la forza che proviene dall’impegno, dallo zelo e dalla resistenza alla prepotenza, e dall’altra vi è l’umiliazione derivante dalla resa, dalla sottomissione e dall’accettazione di tale prepotenza.

La promessa veritiera di Dio è la vittoria di coloro che si impegnano sulla sua via: “Se date supporto a Dio, Egli vi dà supporto e rende fermi i vostri passi”. Il primo effetto di questo vostro impegno sarà quello di distogliere l’America e gli altri prepotenti internazionali dalle ingerenze e dalle azioni malvagie nei Paesi islamici, inshallah.

Supplico Iddio l’Altissimo affinché doni la vittoria ai popoli musulmani e porgo i miei saluti all’Imam del Tempo, che le nostre anime siano sacrificate per Lui, e chiedo al Signore i gradi più alti per il grande Imam Khomeini e i nobili martiri.

E che la pace di Dio sia sui suoi servi benefattori

Seyyed Ali Khamenei,

17 Luglio 2021

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